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I robot mobili collaborativi offrono un veloce ritorno sull’investimento e aiutano la Argon Medical a competere in un mercato ad alto costo del lavoro

La grande capacità di carico del robot MiR200, insieme con la sua facilità di utilizzo e la conformità alla camera bianca, ottimizzano la produzione di strumenti chirurgici della Argon Medical Devices. Il robot permette al personale specializzato di continuare ad indossare il camice per il lavoro nella camera bianca, liberando l’equivalente di un intero turno di lavoro da compiti di trasporto di materiali.

Argon Medical Devices

241 West Palatine Road
Wheeling, IL  60090 USA
USA
http://www.argonmedical.com/

La Argon Medical Devices produce speciali aghi chirurgici e cateteri presso il suo stabilimento di Wheeling, appena fuori Chicago (Illinois). La compagnia si è rivolta all’automazione collaborativa per competere in questo mercato ad alto costo del lavoro preservando, allo stesso tempo, i posti di lavoro dei propri impiegati specializzati. Il trasporto di materiali era un obiettivo ovvio nel contenimento dei costi, spiega il Senior Engineering Manager Kevin Hess, il quale si è rivolto alla Mobile Industrial Robots (MiR). “Il robot MiR calza perfettamente con i nostri obiettivi di automazione. Siamo ora in grado di eliminare ulteriori operazioni senza valore dal nostro stabilimento, e l’installazione è stata semplice.”

 

La facilità di utilizzo del robot si confà alla complessità della camera bianca e migliora la produttività

Due terzi dei quasi 26 mila metri quadrati dello stabilimento sono composti da camere bianche ISO classe 8, dove gli strumenti chirurgici vengono prodotti e confezionati. I camici, retine per capelli e occhiali di sicurezza che gli impiegati devono indossare all’interno delle camere bianche, vanno rimossi all’uscita da queste. Indossare e rimuovere questi indumenti era uno spreco di tempo prezioso, nel momento in cui gli impiegati dovevano andare a prendere e consegnare materiale da e per il magazzino diverse volte al giorno.

 

Di conseguenza, il materiale finiva per accumularsi nell’area di trasferimento, in attesa di uno dei quattro momenti di raccolta per turno. Questo approccio causava inefficienze nella produzione, senza risolvere il problema dei lavoratori in coda nel magazzino per ritirare i materiali, causando interruzioni nei processi del magazzino stesso.

 

“Adesso è on demand”, spiega Hess, il quale sottolinea come, entro una settimana dall’introduzione del robot, gli impiegati usavano già comodamente dei tablet per accedere all’intuitiva interfaccia del robot e mandarlo in missione. “Se il reparto stampa ultima dei prodotti che vanno mandati al magazzino, possono chiamare direttamente il robot, caricarlo e rimandarlo al magazzino. Non abbiamo code né accumuli da smaltire, il che ha comportato un grande beneficio per il movimento di materiali ed il volume della produzione nel nostro stabilimento.”

 

Anche le materie prime si accumulavano nel magazzino, con grandi contenitori di più reparti in una posizione centrale, il che richiedeva che i responsabili di reparto dedicassero tempo alla ricerca di ordini di lavoro precisi. Con il robot MiR200, il responsabile del magazzino della Argon, Jim Miller, sostiene che “la produttività è aumentata drasticamente”, permettendo al magazzino di organizzare i materiali, caricare il robot con le consegne per più reparti e mandarlo in missione per consegnare il materiale. Questo permette ai magazzinieri di continuare ad organizzare il materiale efficientemente e agli impiegati della produzione di continuare ad operare alle loro postazioni.

“Il tempo necessario per fare tuto questo, prima dell’introduzione del robot, è davvero inesistente ora, perché ogni ordine è basato sulle specifiche necessità di ogni reparto”, dichiara Miller. “Stiamo cercando di raggiungere il massimo dell’ottimizzazione.”

 

Il MiR200 gestisce facilmente carichi fino a 200 kg

Durante la valutazione del robot MiR, Hess è rimasto impressionato dalle funzionalità offerte dalla MiR, specialmente nella fase di introduzione, la quale non richiede la costosa ed impattante installazione di linee o sensori nello stabilimento che è invece richiesta da altri robot per il trasporto di materiali. Hess ha considerato sia il MiR100 che il MiR200 e dice “Hanno entrambi la stessa base, la stessa dimensione, le stesse interfacce, ma nel momento in cui ho guardato alle specifiche che ci sarebbero servite ed al peso dei prodotti che dobbiamo trasportare, il MiR200 è diventato una scelta facile per noi.”

 

Anche con un carico di quel peso, lo staff della Argon è rimasto impressionato dalla stabilità e sicurezza del robot. Stando a Miller, “I contenitori più grandi usati nello stabilimento sono progettati per contenere dai 20 ai 25 kg l’uno. Quando metti otto contenitori sul robot, stai spingendo 160-180 kg senza nessuna preoccupazione riguardo la sicurezza, nel momento in cui questo esce dal tuo campo visivo.”

 

La semplicità di programmazione consente ai robot di essere operativi in pochi giorni

Appena il MiR200 è arrivato allo stabilimento della Argon, Hess ci si è connesso con il suo smartphone attraverso l’intuitiva interfaccia web del robot ed è stato subito in grado di guidarlo all’interno dell’ufficio. Mentre il robot può importare ed utilizzare piante in formato CAD, lo si può anche semplicemente guidare all’interno dello stabilimento. L’ingegnere della Argon Chuck Grossman spiega che “Quando è arrivato il momento di mappare lo stabilimento, è stato tanto semplice quanto agganciare il robot attraverso il Wi-Fi, per poi usare il touchscreen del tablet per guidarlo manualmente attraverso l’edificio. Utilizzando i suoi sensori, riesce a trovare la posizione di ogni muro, ogni porta e di tutto quello che si trova nella stanza. Dopodiché si è trattato solo di inserire i punti verso i quali il robot sarebbe dovuto andare.”

 

Grossman ha scoperto che aggiungere mappe, punti e missioni è davvero semplice e richiede solo pochi minuti. “Le mie aspettative iniziali - aggiunge - erano che sarebbe stato in qualche modo difficile e complicato imparare ad usare il software ed integrarlo nello stabilimento, ma mi sono presto reso conto del contrario. È così facile che sono in grado di creare nuove missioni con grande rapidità e facilità.”

 

Il personale prende confidenza velocemente con la sicurezza e l’utilizzo del MiR200

Ad una settimana dalla consegna, il nuovo robot è stato impiegato nel reparto produzione, svolgendo missioni tra le camere bianche ed il magazzino. La Argon ha impostato diversi livelli di permesso per accedere al software del robot, e gli impiegati si sono presto sentiti a loro agio nell’usare tablet in ogni area per assegnare missioni al robot, utilizzandone la semplice interfaccia.

Nonostante un po’ di esitazione iniziale da parte degli impiegati, Hess ride mentre racconta di come questi giocassero a mettersi davanti al robot per vederlo guidare intorno a loro in tutta sicurezza. Secondo Hess, “Ora camminano a fianco al robot come se fosse un altro impiegato. È semplicemente un altro membro della nostra famiglia qui nello stabilimento di Wheeling.”

 

Il robot riduce il bisogno di personale e fornisce ritorno sull’investimento in un anno

L’obiettivo di Hess riguardo il robot MiR era di minimizzare i costi e rendere il lavoro più efficiente per gli operatori ed il personale del magazzino. La compagnia è stata in grado di re-impiegare una parte del personale che usava il proprio tempo per portare prodotti avanti e indietro ed il cui tempo può ora essere impiegato per attività di maggior valore. “Quel tempo equivale quasi ad un lavoratore intero,” spiega Hess, “e il ritorno sull’investimento per noi è stato di circa un anno, solo per aver ridistribuito il tempo liberato dal robot su tutto lo stabilimento. Inoltre, ci sono stati benefici anche per i nostri impiegati, che ora non devono più camminare avanti e indietro dal magazzino volta dopo volta.”

 

Hess fa anche notare come caricare e scaricare lo scaffale montato sul robot ad altezza d’uomo sia più facile che alzare pesanti contenitori dal suolo, come avveniva precedentemente.

 

I piani per il futuro includono l’espansione dei robot

A pochi mesi dall’installazione del suo primo robot MiR200, Hess guarda già ad altre opportunità per un secondo robot nello stabilimento di Wheeling e per l’utilizzo del software di gestione MiR Fleet, per una efficienza ancora maggiore. “Succede molte volte che il robot venga chiamato da diversi reparti,” spiega Hess. “Guardando all’elenco delle missioni, ce ne sono quattro o cinque in attesa, il che mi porta a pensare che, probabilmente, abbiamo bisogno di un secondo robot, in modo da poter gestire il materiale un po’ meglio, all’interno dello stabilimento.”

 

Hess sta anche discutendo con i suoi colleghi nello stabilimento della Argon ad Athens, in Texas, che ha una superficie molto maggiore rispetto a quello di Wheeling e circa 25 magazzinieri responsabili per il movimento del materiale. “Penso che ci sia una grande opportunità per portare questi robot anche in quello stabilimento,” dichiara.

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